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Cannabis Light, il 27 Giugno il Dibattito in Parlamento

La discussione sullo stop alla cosiddetta cannabis legale, previsto da un emendamento governativo al ddl sicurezza, continua: il testo è attualmente all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. Le circa 3.000 imprese del settore hanno espresso forte preoccupazione: la nuova norma vieterebbe la vendita di qualsiasi prodotto derivato dalla pianta di canapa, indipendentemente dal suo effetto sul corpo umano.

I professionisti del settore sottolineano che questi prodotti non sono psicotropi e contengono livelli di THC molto bassi o inesistenti, generando un fatturato annuo di circa 150 milioni di euro. Le imprese avvertono che tali entrate potrebbero finire nelle mani della criminalità organizzata.

Cosa prevede l’emendamento

L’emendamento del governo prevede quanto segue: “È vietata l’importazione, la cessione, la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l’invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa (cannabis sativa L.) coltivata, anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli olii da esse derivati”. Chi viola queste disposizioni sarà soggetto alle sanzioni previste dal Testo Unico sulle sostanze stupefacenti.

In sostanza, l’emendamento equipara la cannabis light, che contiene meno dello 0,2% di THC (la principale sostanza psicotropa della canapa) e attualmente venduta nei negozi, alla cannabis “normale”. Quest’ultima, illegale, è inclusa tra le sostanze stupefacenti del Testo Unico.

Dopo le sentenze della Cassazione sulla materia, il governo interviene quindi sulla filiera della produzione e vendita della cannabis light. L’obiettivo è modificare la legge del 2016 sulle disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa, che ha consentito in Italia la coltivazione della canapa per uso industriale, ma solo con una quantità di THC inferiore allo 0,2%.

I prodotti vietati

In virtù dell’emendamento, viene vietato ogni derivato prodotto dalla pianta di canapa. Questo include prodotti alimentari contenenti “cannabis light” come semi, pasta e pane, nonché olio di cbd, creme, cristalli di cbd e liquidi per sigarette elettroniche. In sintesi, ci sarebbe uno stop alla commercializzazione, lavorazione ed esportazione di foglie, infiorescenze, oli, resine e di tutto ciò che contiene sostanze estratte da questa pianta. Questo comporterebbe la chiusura degli attuali negozi del settore, mentre le tabaccherie non potrebbero più vendere questa tipologia di prodotto.

La situazione in Italia

Secondo le associazioni del settore, l’84% degli imprenditori ha dovuto affrontare controlli e il 60% ha subito sequestri, per un valore di diversi milioni di euro. Qualche mese dopo, il 75% della merce è stata dissequestrata (con il 100% degli imprenditori assolti o archiviati), ma la quasi totalità dei prodotti è stata comunque buttata, essendo deperibili.

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