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Cannabis light con CBD: finalmente una circolare!

Il 14 gennaio 2017  entrano in vigore nuove disposizioni inerenti alla coltivazione della canapa.

Se possiedi le varietà iscritte nel Catalogo comune delle specie di piante agricole, allora leggi questo articolo.

Ai sensi della legge n. 242 del 2016, rubricato Liceità della coltivazione, la coltivazione di tali varietà è consentita senza necessità di autorizzazione.

 

La legge citata cosa riguarda?

La legge riguarda tutto ciò che concerne la coltivazione della canapa.
Dalla disciplina della coltivazione e della trasformazione all’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa.

Incentiva lo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale.

Ma anche la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori; così come la realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca.

Che cosa si può ottenere dalla canapa?

I prodotti che si possono ottenere dalla lavorazione della canapa sono molteplici.
Alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori è solo un esempio.

Sono inclusi tutti i semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico.

Anche il materiale destinato alla pratica del sovescio e il materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia; così come il materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati.

Infine le coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati e le coltivazioni destinate al florovivaismo.

Ogni coltivatore ha, però, degli obblighi.

Il coltivatore deve conservare i cartellini dei semi acquistati per, minimo, 12 mesi insieme alle fatture d’acquisto.
I semi acquistati non devono superare il limite di THC imposto a 0,2% con tolleranza fino allo 0,6%, in rapporto peso-peso.
Devono soddisfare le condizioni di importazione dell’Unione Europea e devono essere importati solo da importatori riconosciuti dallo Stato membro.
Nel qual caso venga accertato che il contenuto di THC sia superiore al limite dello 0,6 per cento, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa.

 

Informazioni sulle coltivazioni destinate al florovivaismo.

Solo da seme certificato è permessa la riproduzione delle piante di canapa. Nel caso di vendita di piante a scopo ornamentale, quella è concessa senza autorizzazione.
Se si tratta invece di importazioni a fini commerciali, esse devono rispettare la relativa normativa.

Vi interesserà sapere che le infiorescenze da canapa rientrano nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo.

Ai fini della corretta applicazione della legge n. 242 del 2016 e dello sviluppo della coltivazione della canapa in Italia, si raccomanda la massima diffusione della presente circolare .

 

Un grande passo in avanti per la cannabis light con CBD, che quindi vengono finalmente regolamentate non più come prodotto “Tecnico/Collezionistico”, ma bensì come prodotto derivato dal florivivaismo.

Ci auspichiamo che questo sia un passo positivo, e non che solo apparentemente lo sia, ovvero che non complichi la situazione più di quanto lo sia già adesso.

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